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| 17.08.2010 - I0FCG Silent Key. E' morto Francesco Cossiga |
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| Informazioni - Stampa, web etc | |||
| Inserito da Alessandro IZ0OWN | |||
| Martedì 17 Agosto 2010 13:28 | |||
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ROMA - E' morto Francesco Cossiga. Aveva compiuto 82 anni il 26 luglio. Il presidente emerito della Repubblica era ricoverato da lunedi' della scorsa settimana al policlinico Gemelli Francesco Cossiga è stato uno degli uomini politici italiani più longevi, controversi e prestigiosi. Nato il 26 luglio 1928 a Sassari, 'enfant prodige' della Democrazia Cristiana del dopoguerra, ha ricoperto tutti gli incarichi di governo possibili, da ministro dell'Interno a presidente del Consiglio. E' stato presidente del Senato ed il più giovane e votato presidente della Repubblica. I 'RECORD' - In una giovinezza 'sprint' consegue la maturità a sedici anni, e quattro anni dopo la laurea in Giurisprudenza. A diciassette anni è già iscritto alla Dc. A 28 è segretario provinciale. Due anni dopo, nel 1958, entra a Montecitorio. E' stato anche il più giovane sottosegretario alla Difesa nel terzo governo guidato da Aldo Moro, il più giovane ministro dell'Interno (fino ad allora) nel 1976 a 48 anni, il più giovane presidente del Consiglio (almeno per quei tempi) nel 1979 a 51; il più giovane presidente del Senato nel 1983 a 55 anni, quindi presidente della Repubblica dal 1985 al 1992.
'KOSSIGA' E GLI ANNI DI PIOMBO - Negli anni '70 e' identificato dall'estrema sinistra come il nemico numero uno: il nome "Kossiga", viene scritto sui muri con la 'K' e le due esse runiche delle Ss naziste. IL SEQUESTRO MORO - Il sequestro di Aldo Moro (16 marzo-9 maggio 1978) è il momento più difficile della sua carriera. Il fallimento delle indagini e l'uccisione dello statista democristiano lo costringono alle dimissioni. Sui 55 giorni del sequestro, le polemiche e le accuse a Cossiga sembrano non finire mai. C'é chi lo critica per l'inefficienza nella gestione della vicenda, qualcun altro addirittura di aver predisposto un "Piano di emergenza" che non mirava affatto alla liberazione dell' ostaggio. La accuse sono pesantissime, per anni se ne difenderà in modo fermo e tenace. In gran parte dell'opinione pubblica è radicata la convinzione che sia tra i depositari di molti misteri italiani degli anni del terrorismo. In un'intervista dichiarò: "Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle è per questo. Perché mentre lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto". L'AMICO DONAT-CATTIN - Presidente del Consiglio nel 1979, è accusato di favoreggiamento nei confronti del terrorista di "Prima Linea" Marco Donat-Cattin, figlio del noto politico Dc Carlo. Le accuse saranno dichiarate infondate dalla commissione inquirente. A PALAZZO CHIGI - Il suo governo cade nel 1980, impallinato dai 'franchi tiratori' democristiani che bocciano il suo 'decretone' che avrebbe dovuto benedire l'accordo Nissan e Alfa Romeo. Per un voto Cossiga si deve dimettere e con lui salta anche l'intesa. Un giornale titola ironico: "Fiat voluntas tua", alludendo alla soddisfazione dell'industria automobilistica di Torino per il mancato sbarco in Italia dei giapponesi. IL QUIRINALE - Per qualche anno rimane nell'ombra, lasciato ai margini dalla Dc del "preambolo" che chiude a qualsiasi ipotesi di accordo col Pci. Nel 1985 viene eletto Presidente della Repubblica con una maggioranza senza precedenti: 752 voti su 977 votanti. Dicono sì Dc, Psi, Pci, Pri, Pli, Psdi e Sinistra Indipendente. Per cinque anni ricopre il ruolo di "presidente notaio", discreto custode della Costituzione.
IL 'PICCONATORE' - Nel 1990 cambia stile. Diventa il "picconatore", attacca il Csm, la Corte Costituzionale e il sistema dei partiti. Lo fa, dice, per "togliersi qualche sassolino dalle scarpe". Sollecita una grande riforma dello Stato e se la prende con diversi esponenti politici. C'é chi arriva a dargli del matto: lui risponde di "farlo, non di esserlo". ANDREOTTI E GLADIO - Nel 1990, quando Giulio Andreotti rivela l'esistenza di "Gladio", struttura parallela di difesa contro in pericoli provenienti dal comunismo che lo vede in qualche modo coinvolto, reagisce attaccando, se la prende con il suo partito dal quale si sente "scaricato". Il Pds chiede la procedura di impeachment. LE DIMISSIONI - Attende le elezioni del 1992 e poi si dimette con un discorso televisivo di 45 minuti. Esce di scena volontariamente: tutto il sistema che critica e accusa da due anni crollerà pochi mesi dopo sotto i colpi del pool di magistrati di 'mani pulite' che segue le inchieste su 'tangentopoli'. L'UDR E IL GOVERNO D'ALEMA - Ricompare a sorpresa nell'autunno del 1998, al momento della crisi del governo Prodi. Fonda l'Udr (Unione Democratica per la Repubblica) e dà un sostegno decisivo alla nascita del governo di Massimo D'Alema. L'idillio dura poco. Dopo meno di un anno Cossiga lascia l'Udr e torna a fare il battitore libero. L'APPOGGIO A BERLUSCONI - Alle elezioni politiche del 2001 dà l'appoggio a Silvio Berlusconi, tuttavia in seguito, in Senato, non voterà la fiducia. Da allora non ha mai mancato di intervenire nei momenti cruciali dell'attività parlamentare e del governo dispensando critiche, ma anche 'consigli', ai presidenti del Consiglio e ai capi di Stato che si sono succeduti in questi anni. Fino a pochi mesi fa, quando a cominciato a far sentire sempre di meno la sua voce: forse per una leggera depressione, sostenevano i soliti ben informati, o forse per l'acuirsi di alcuni problemi fisici che lo avevano tormentato negli ultimi anni. Fino all'epilogo di oggi.
Certamente notizie di silent key fanno sempre riflettere. Ma si potrà vincere la morte?
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» 17.08.2011 - Diploma Francesco Cossiga
» 28.07.2011 - Misteri d'Italia, spunta il "tesoro" di Cossiga: nel suo archivio....
» 31.07.2010 - Silent KEY - I0KYN
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ROMA 18/08/10 - 17:06
Scopriamo che il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, scomparso ieri all'età di 82 anni, era un appassionato di radio, cellulari, rete (in parte) e nuove tecnologie.
In un'intervista del 2001 l'ex capo dello Stato raccontava l'origine di questo suo forte interesse: "Sin da bambino per pagarmi il cinema mi davo da fare in casa di mio zio aggiustando le lampadine e tutti gli altri aggeggi elettrici che c'erano".
"I radioamatori - diceva - hanno dato molto alla scienza, siamo la rete che non va mai in tilt e così numerosi da essere in grado di coprire l'Europa in caso di emergenza". Diceva 'siamo' al plurale perché radioamatore, capace e assiduo, lo era anche lui.
Poi i cellulari, si vantava di averne più d'uno e sempre in anteprima dalle case produttrici per testarli.
"Sul web bisogna andare solo con obiettivi precisi, altrimenti è come una droga. Anzi, peggio. Per questo lo proibirei ai bambini: per loro è molto meglio un buon libro", aveva dichiarato. C'è un aneddoto in particolare che riguarda il senatore e vita e addirittura la Microsoft.
L'intervista con Andrea Cangini, giornalista del Quotidiano Nazionale e autore con Francesco Cossiga del suo ultimo libro "Fotti il potere - gli arcana della politica e dell'umana natura", Aliberti editore, è andata in onda all'interno della trasmissione Start di oggi.
Fonte: Giornale Radio Rai
www.radio.rai.it/grr/view.cfm?V_IDNOTIZIA=62134&Q_PROG_ID=421&Tematica=17
ROMA - ''Iofcg'': non e' la sigla di un missile intercontinentale, ma il codice da radioamatore di Francesco Cossiga. Una delle sue tante passioni. L'ex presidente della Repubblica e' sempre stato ''malato'' di tecnologia. La passione per la radio nacque dopo un brutto incidente stradale: ''Sono uscito fuori strada a 200 chilometri all'ora. Di notte non dormivo e ho iniziato a fare l'ascoltatore. Poi ho voluto fare il radioamatore attivo'', raccontava agli amici.
Ma la passione di Cossiga e' stata per ogni tipo di tecnologia possibile ed immaginabile. La sua casa romana, nel quartiere Prati, e' completamente coperta da piu' segnali wi-fi a banda larghissima ed e' un mix tra un avveniristico centro di controllo di telecomunicazioni ed un museo della telefonia e dell'informatica aggiornato non all'oggi ma al domani. Nel suo studio un apparato radio che si collegava, oltre che con le frequenze normali, anche con quelle dell'Esercito e delle Forze dell'Ordine, ed il suo telefono era connesso, oltre che con un numero imprecisato di linee di varie compagnie telefoniche, con i centralini di Palazzo Chigi, del Viminale, del Senato e dei comandi generali di Carabinieri e Guardia di Finanza. Fino a qualche tempo fa c'era anche una linea del Quirinale, ma e' stata dismessa nel 2007, quando Cossiga rinuncio' a tutti i diritti e i privilegi che gli competevano come ex capo dello Stato.
Per non parlare delle ricetrasmittenti di ogni portata e dimensione e, soprattutto, dei telefonini; quelli Cossiga li aveva tutti, e sempre prima che uscissero sul mercato. Nessuno, forse neppure lui, sapeva quanti cellulari avesse. Li provava, li usava, li conosceva funzione per funzione ed era in condizione di consigliarli o sconsigliargli agli amici sottolineandone pro e contro. Stessa cosa per i personal computer, fissi e portatili: anche in questo caso non si sa quanti ne abbia avuti, ma arrivavano prima a lui che ai negozi, dagli Usa o dalla Cina, tutti con i software piu' all'avanguardia ed aggiornatissimi e con i quali navigava diverse ore al giorno su internet. Ma fra le collezioni di Cossiga ci sono anche oggetti piu' classici: come, ad esempio, i soldatini di piombo: ne aveva un'infinita' e di bellissimi, tutti esposti in bacheche di plastica lungo i corridoi.
E poi, le bandierine, che fanno bella mostra su un tavolo del salotto le cui pareti sono una libreria senza fine e perfettamente catalogata per argomento, e le fotografie con personaggi illustri e teste coronate: da Juan Carlos di Spagna (pure lui radioamatore) a Ronald Reagan passando per i reali del Belgio, la Regina Elisabetta d'Inghilterra. Solo due foto sono di italiani: quella di Bettino Craxi e quella di Aldo Moro, quest'ultima con la dedica ''Con riconoscenza''.
Cossiga ''collezionava'' anche lauree: oltre a quella in Giurisprudenza (conseguita a soli 20 anni all'Universita' della sua Sassari), il senatore a vita ne aveva una quindicina, concesse da atenei di tutto il mondo, oltre ad un'infinita' di onorificenze italiane e straniere. Infine, le divise: poteva indossare quella di Capitano di Fregata della Marina Militare, di Vice brigadiere d'Onore dei Carabinieri (per lui e' stato disegnato il grado) e di Commissario onorario della Polizia di Stato.
Fonte: Ansa.it
www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/08/17/visualizza_new.html_1881705480.html